La mostra Carlo Magno va in guerra, allestita nella corte medievale di Palazzo Madama, presenta per la prima volta in Italia il ciclo estremamente raro di dipinti medievali del Castello di Cruet (Val d’Isère, Francia), una testimonianza unica del 14 ° pittura del secolo in Savoia.

Il ciclo rappresenta episodi tratti da un famoso chanson de geste, il Girart de Vienne di Bertrand de Bar-sur-Aube, composto nel 1180 e dedicato agli eventi di un cavaliere della corte di Carlo Magno: scene di caccia nella foresta, battaglie, duelli, l’assedio di un castello, l’investitura feudale, la rappresentazione di un banchetto, accanto a specifici episodi narrativi di questo poema cavalleresco.

I murales provengono dal castello di Cruet, di proprietà dei signori della Rive, vassalli di Amedeo V di Savoia (1285-1323). Per oltre 40 metri di lunghezza, sono stati staccati dalle mura della residenza savoiarda nel 1985 per motivi di conservazione e, dopo un restauro completato nel 1988, sono stati esposti al Musée Savoisien di Chambery.

Presentati in sequenza nella corte medievale, i dipinti ricostruiscono idealmente la decorazione dell’aula di tribunale del castello di Cruet grazie a uno scenario spettacolare.

La mostra rivolge particolare attenzione all ‘arredamento e alla vita di corte nei castelli del Piemonte e della Valle d’Aosta nel 1300, con cinquanta opere provenienti dalle collezioni di Palazzo Madama e altri castelli, con pezzi mai mostrati prima al pubblico: Moncalieri, Montaldo di Mondovi (Cuneo), San Vittoria d’Alba (Cuneo) e Quart (Aosta).

Arricchiscono il percorso permettendoti di immaginare la vita nei castelli medievali della contea di Savoia tra il 1200 e il 1300. Sculture, mobili, armi, avori, orafi, manoscritti miniati, ceramiche, stoviglie, preziosi cofanetti, monete e sigilli documentano i numerosi aspetti corte dell’arte e cultura materiale dell’epoca.

La mostra
A Torino la mostra, curata da Simonetta Castronovo, senato conservatore, presta particolare attenzione all ‘arredamento e alla vita di corte nei castelli del Piemonte e della Valle d’Aosta nel 1300, con opere provenienti da Torino, Moncalieri, Montaldo di Mondovi (Cuneo ), San Vittoria d’Alba (Cuneo) e Quart (Aosta).

I murales provengono dal castello di Cruet, di proprietà dei signori della Rive, vassalli di Amedeo V di Savoia (1285-1323); lunghi oltre 40 metri, sono stati staccati dalle mura della residenza savoiarda nel 1985 per motivi di conservazione e, dopo un restauro completato nel 1988, sono stati esposti al Musée Savoisien di Chambery.

Il ciclo rappresenta episodi tratti da un famoso chanson de geste, il Girart de Vienne di Bertrand de Bar-sur-Aube, composto nel 1180 e dedicato agli eventi di un cavaliere della corte di Carlo Magno. Rappresenta quindi scene di caccia nella foresta, battaglie, duelli, l’assedio di un castello, l’investitura feudale, la rappresentazione di un banchetto, accanto a specifici episodi narrativi di questo poema cavalleresco. Presentati in sequenza nella corte medievale, i dipinti ricostruiscono idealmente la decorazione dell’aula del castello di Cruet grazie a uno scenario spettacolare creato dall’architetto Matteo Patriarca con Gabriele Iasi e Studio Vairano.

Accanto a questi straordinari dipinti, la mostra presenta una cinquantina di opere provenienti dalle collezioni di Palazzo Madama e di altre istituzioni, con pezzi mai esposti prima al pubblico. Arricchiscono il percorso permettendoti di immaginare la vita nei castelli medievali della contea di Savoia tra il 1200 e il 1300. Sculture, mobili, armi, avori, orafi, manoscritti miniati, ceramiche, stoviglie, preziosi cofanetti, monete e sigilli documentano i numerosi aspetti corte dell’arte e cultura materiale dell’epoca.

Il percorso espositivo è suddiviso in diverse sezioni tematiche:

I murales di Cruet, che racconta la storia dell’edificio e il delicato distacco degli affreschi.
I mecenati attivi all’epoca, come Amedeo V conte di Savoia e Filippo principe d’Acaia, attraverso l’esposizione di preziosi documenti del XIII secolo;
Guerra, tornei e caccia, con spade, speroni, punte di freccia e lance, per evocare l’armatura dei cavalieri medievali, mentre un rarissimo corno d’avorio (olifante) ricorda le battute di caccia al cervo e al cinghiale, passatempo preferito dell’aristocrazia;
Interni gotici, con testimonianze di mobili medievali;
Poesie cavalleresche e romanzi, con codici e pagine illuminate;
Spese processuali illustrate da una pergamena con i conti dei conti di Savoia, affiancate da alcune monete d’argento emesse durante il regno di Amedeo V e Aimone di Savoia;
Oggetti e giochi preziosi, con cofanetti in pelle e legno dipinto, pettini e specchi in avorio e alcuni giochi da tavolo per adulti (scacchi, tris) e bambini (bambole in terracotta);
La tavola del principe, con oggetti in uso nella mensa dei castelli; Devozione privata con sculture sacre provenienti dalle cappelle dei castelli della Valle d’Aosta;
I santi cavalieri, con sculture in legno e avorio raffiguranti i santi venerati nel Medioevo, come San Vittore e Sant’Eustachio.

Dopo una prima tappa a Ginevra nel 2017, la mostra arriva con importanti novità a Torino grazie alla collaborazione tra il Museo Civico di Arte Antica di Torino e il Musée Savoisien di Chambéry, nell’ambito delle iniziative della Rete Internazionale di musei appartenenti a territori originariamente parte del Ducato di Savoia.

La mostra è, infatti, il risultato di un’importante collaborazione con il Musée Savoisien di Chambéry, con il quale Palazzo Madama lavora costantemente dal 2001. I due musei appartengono entrambi alla rete Sculpture dans les Alpes, un circuito internazionale di istituzioni unite appartenendo ai territori originariamente parte del ducato sabaudo, istituito quindici anni fa per promuovere progetti di ricerca condivisi. La rete comprende anche il Museo del Tesoro della Cattedrale di Aosta, la Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Valle d’Aosta, il Museo diocesano di arte sacra di Susa, il Museo d’Arte e Storia di Ginevra, il Museo d’Histoire du Valais di Sion, il Musée-Château di Annecy, il Musée – Monastère di Brou a Bourg-en-Bresse e la Conservation du Patrimoine della Savoie.

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Durante questa mostra Palazzo Madama si avvale anche del supporto dell’Alleanza Française di Torino, che ha curato la traduzione francese dei testi in mostra.

Diversi incontri e conferenze sono programmati durante la mostra per esplorare il tema del Medioevo cavalleresco tra Italia e Francia. I visitatori avranno anche l’opportunità di partecipare a visite guidate, corsi di lingua francese organizzati dall’Alleanza Française e attività per le famiglie dedicate alla mostra.

La mostra è accompagnata da un catalogo scientifico pubblicato dalla Biblioteca geografica.

Visita guidata
Gli affreschi, staccati dalla casa di origine per motivi conservativi, sono una testimonianza unica dell’arte figurativa trecentesca in Savoia e raffigurano un episodio tratto dal chanson de geste, il Girart de Vienne di Bertrand de Bar – his – Aube, composto nel 1180 e dedicato un cavaliere alla corte di Carlo Magno.

Dal ciclo pittorico, esposto al pubblico in modo tale da ricostruire idealmente la sua disposizione nell’aula di tribunale del castello di Cruet, sarà possibile continuare la visita concentrandosi sull’arredamento e sulla vita di corte nel 1300, attraverso il analisi di cinquanta opere di proprietà di Palazzo Madama e di altre istituzioni, compresi pezzi mai esposti al pubblico.

Il percorso terminerà nei giardini fioriti di ispirazione medievale del Museo, che un tempo facevano parte delle case signorili e erano luoghi privilegiati per la lettura e la ricreazione.

Evento
Dedicato al restauro effettuato negli ultimi anni nella torre del castello di Quart in Valle d’Aosta. Le opere hanno portato alla luce i frammenti di un’antica decorazione murale della fine del 1200, che originariamente adornava le pareti interne. Nonostante lo stato incompleto, alcune scene sono ancora riconoscibili, attribuibili alle storie di Alessandro Magno e Sansone, nonché al tema del Calendario rappresentato attraverso le attività agricole dei singoli Mesi.

L’incontro storico dell’arte, che illustra il ricco patrimonio piemontese dei soffitti dipinti all’interno di castelli e palazzi cittadini. Ora è possibile ricostruire la cultura cavalleresca e secolare delle classi dirigenti piemontesi del 1300 grazie al recupero di questi soffitti, che rappresentano tornei, animali esotici e fantastici, scene cortesi, stemmi. È un patrimonio enorme ma molto poco studiato, sia per la difficoltà di accesso ai materiali, sia per la noncuranza della ricerca ufficiale, che lo considerava un mobile “minore” e di interesse principalmente storico-araldico e personalizzato. Infatti, oltre ad essere una preziosa fonte di studio della cultura dell’epoca per via della sua dimensione di documento pubblico-privato, ha anche un’importanza puramente estetica e tecnica.

Madama Palace
Palazzo Madama e Casaforte degli Acaja è un complesso architettonico e storico situato nella centralissima Piazza Castello a Torino. Avendo avuto un ruolo di primo piano nella sua storia dall’epoca romana fino ai giorni nostri, è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità con le altre residenze della Savoia nel 1997. Palazzo Madama, come parte del sito seriale delle Residenze sabaude. L’edificio ospita il Museo Civico di Arte Antica.

È una combinazione di duemila anni di storia di Torino, dall’antica porta orientale della colonia romana di Julia Augusta Taurinorum a una roccaforte difensiva, quindi a un vero castello, un simbolo del potere Savoia fino almeno al XVI secolo, quando l’attuale palazzo reale, come sede del duca di Savoia.

La parte occidentale del primo complesso medievale fu in seguito chiamata Palazzo Madama perché fu abitata per la prima volta da Madama Cristina di Borbone-Francia, chiamata la “prima Madama reale”, nel periodo tra il 1620 e il 1663, poi da Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours , chiamata la “seconda Madama reale”, nel periodo 1666-1724. Fu per quest’ultimo che l’attuale facciata fu progettata, nel 1716-1718, dall’architetto di corte Filippo Juvarra.

La visita si estende su quattro piani, dove la storia secolare della sua costruzione interagisce con le collezioni del Museo Civico d’Arte Antica, che sono qui dal 1934.

I primi secoli del Medioevo sono illustrati nella collezione medievale di lavori in pietra a livello del fossato, con le sue sculture, mosaici e gioielli che vanno dal periodo tardoantico al romanico. Le sale quattrocentesche al piano terra contengono dipinti, sculture, miniature e oggetti preziosi dal XIII al XVI secolo, principalmente piemontesi. Nella sala circolare della Torre del Tesoro è presente una selezione di capolavori, tra cui il famoso Ritratto di un uomo di Antonello da Messina. Al piano nobile, con la sua straordinaria gamma di stucchi e affreschi barocchi, si trova la moderna pinacoteca con opere delle Collezioni Savoia e un’importante selezione di mobili realizzati da maestri ebanisti piemontesi, italiani e francesi. Infine, l’ultimo piano ospita le collezioni di arti decorative,

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