Nonostante una serie di cambiamenti avvenuti nel corso dei secoli, questa sezione del museo ha più o meno mantenuto il suo aspetto originale del XVIII secolo. Le caratteristiche decorative di quest’area sono rimaste invariate e ciò ha influenzato la disposizione di sculture e iscrizioni.

I bei pezzi di scultura antica provengono principalmente da collezioni private appartenenti a uomini di chiesa di alto rango e nobili famiglie romane. A differenza del Palazzo dei Conservatori di fronte, lo spazio interno di questo edificio e la disposizione delle sue caratteristiche architettoniche hanno un design simmetrico.

Cortile
La grande nicchia centrale nella parete di fondo presenta una grande fontana con la colossale statua di un dio del fiume, noto come Marforio.

I tre grandi pilastri di granito grigio con un fregio in rilievo raffigurante sommi sacerdoti egizi provengono dal santuario di Iside e Serapide nel Campus Martius.

Stanza egizia
Gran parte delle opere esposte provengono dall’Iseo del Campo Marzio, il santuario più importante dedicato a Roma agli dei egizi.

Atrio
Lungo le pareti del lungo corridoio porticato al piano terra che si apre sul cortile ci sono ampie nicchie con statue, tra cui rappresentazioni colossali di Minerva e Marte.

Piccole stanze al piano terra
Le tre piccole sale a destra della grande porta principale di Palazzo Nuovo sono disposte in fila, con accesso unico. Ospitano importanti documenti epigrafici, ritratti e sarcofagi.

Scala principale
Sul pianerottolo tra le due rampe della grande scala che porta al primo piano possiamo trovare i frammenti di alcuni sarcofagi, busti e statue.

Galleria
I due lati della Galleria sono allineati con una fila di sculture di vario tipo di epoche diverse disposte secondo criteri strettamente ornamentali. Molte statue sono copie romane di capolavori greci originali, oggi perduti. Il restauro moderno ha, in alcuni casi, notevolmente modificato l’iconografia originale.

Centinaia di piccole iscrizioni, principalmente dal colombarium di schiavi e liberti dell’imperatrice Livia sulla Via Appia, sono state inserite nelle pareti.

Sala delle Colombe
Questa stanza deve il suo nome a uno dei due mosaici qui esposti, che si trovano nella Villa Adriana a Tivoli. Gli armadi con facciata in vetro contengono altri reperti particolarmente interessanti; oltre ai frammenti in bassorilievo di una Tabula Iliaca con una rappresentazione miniaturista di scene dell’Iliade, possiamo vedere una serie di tavoli in bronzo con leggi incise e iscrizioni onorarie.

Gabinetto di Venere
Il centro di questa piccola sala ottagonale è occupato da una statua della Venere Capitolina splendidamente conservata, basata sul modello prototipo di Afrodite cnidiana di Prassitele.

Sala degli imperatori
Ritratti di imperatori e imperatrici e altri importanti personaggi dell’età imperiale sono allineati sugli scaffali di marmo lungo il muro, anche se in alcuni casi la loro attribuzione è in dubbio.

La collezione testimonia lo sviluppo della pittura di ritratto romana dall’età imperiale al periodo tardo antico.

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Sala dei filosofi
La disposizione di questa collezione di ritratti di filosofi e letterati greci e romani, molto popolare tra i romani per la decorazione dei loro edifici pubblici e privati, è sulla stessa linea di quella nella Sala degli Imperatori.

Molti dei ritratti sono riproduzioni tardive e sono stati eseguiti molto tempo dopo la vita dei personaggi che rappresentano.

Great Hall
La grande sala centrale ha conservato le sue originali decorazioni murali e il soffitto a cassettoni in legno dorato del XVI secolo. Al centro possiamo vedere una fila di statue in marmo colorato, tra cui due centauri di Villa Adriana, entrambi opera di scultori greci.

Altre importanti sculture, statue di imperatori e riproduzioni di capolavori greci sono disposte lungo il muro.

Sala del Fauno
Il Fauno in antico marmo rosso che dà il nome a questa stanza proviene dalla Villa Adriana. Le pareti presentano una serie di iscrizioni, tra cui la famosa tavola di bronzo con la Lex de imperio Vespasiani, con la quale il Senato autorizzò il trasferimento del potere all’imperatore Vespasiano nel 69 d.C.

Sala dei Galati
Il centro della sala presenta il cosiddetto “Morire Galaziano”, una delle opere più conosciute e più importanti del museo. È una replica di una delle sculture dell’ex voto dedicata a Pergamo da Attalo I per commemorare le vittorie sui Galati nel III e II secolo a.C.

Musei Capitolini
I Musei Capitolini risalgono al 1471, quando Papa Sisto IV donò al popolo di Roma un gruppo di statue in bronzo che fino ad allora erano state conservate in Laterano. Queste statue costituivano la sua collezione di base originale. Vari papi hanno successivamente ampliato la collezione con opere tratte da scavi intorno a Roma; alcuni furono trasferiti dal Vaticano, altri, come la collezione Albani, furono acquistati appositamente per il museo. Intorno alla metà del XVIII secolo, Papa Benedetto XIV creò una galleria di immagini. Una quantità considerevole di materiale archeologico fu aggiunta alla fine del diciannovesimo secolo quando Roma divenne la capitale d’Italia e furono condotti nuovi scavi mentre furono creati due distretti completamente nuovi per la città in espansione.

Le collezioni dei Musei sono esposte nei due dei tre edifici che racchiudono insieme Piazza del Campidoglio: Palazzo dei Conservatori e Palazzo Nuovo, il terzo è il Palazzo Senatorio. Questi due edifici sono collegati da un tunnel sotterraneo, che contiene la Galleria Lapidaria e conduce all’antico Tabularium, i cui archi monumentali si affacciano sul Foro.

Il Palazzo Nuovo ospita le collezioni di sculture antiche realizzate dalle grandi famiglie nobili del passato. La loro affascinante disposizione è rimasta sostanzialmente invariata dal XVIII secolo. Includono le famose collezioni di busti di filosofi e imperatori romani, la statua della Gallia Capitolina, la Venere Capitolina e l’imponente statua di Marforio che domina il cortile.

L’appartamento dei Conservatori contiene il nucleo architettonico originale dell’edificio, decorato con splendidi affreschi che ritraggono la storia di Roma. Gli antichi bronzi Capitolini esposti qui aggiungono alla nobile atmosfera: la Lupa Capitolina, Spinario e il Bruto Capitolino.

Al primo piano del palazzo, un’enorme sala vetrata, di recente costruzione, contiene la statua equestre di Marco Aurelio, che un tempo sorgeva in Piazza del Campidoglio, e gli imponenti resti del Tempio di Giove Capitolino. Una sezione è anche dedicata alla parte più antica della storia del Campidoglio, dalla sua prima abitazione fino alla costruzione dell’edificio sacro, mostrando i risultati di recenti scavi. Le sale che si affacciano sulla sala contengono opere degli Horti dell’Esquilino; la sala che collega la stanza agli appartamenti del Palazzo dei Conservatori contiene la collezione Castellani, testimonianza delle pratiche di raccolta del XIX secolo.

Al secondo piano, la Pinacoteca Capitolina contiene molte opere importanti, disposte in ordine cronologico dalla tarda epoca medievale al XVIII secolo. La collezione comprende dipinti di Caravaggio (Buona fortuna e San Giovanni Battista), un’imponente tela di Guercino (Sepoltura di Santa Petronilla) e numerosi dipinti di Guido Reni e Pietro da Cortona.

Il Palazzo Caffarelli-Clementino ospita la collezione numismatica, nota come il Medagliere Capitolino. In mostra molte monete rare, medaglie, gemme e gioielli, nonché un’area dedicata alle mostre temporanee.

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