Palazzo Madama, Torino, Italia

Palazzo Madama a Roma è la sede del Senato della Repubblica Italiana. Palazzo Madama, l’edificio più antico di Torino, si trova proprio nel centro della città. Avendo avuto un ruolo di primo piano nella sua storia dall’epoca romana fino ai giorni nostri, è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità con le altre Residenze di Casa Savoia nel 1997.

E ‘stato costruito in cima alle rovine delle antiche terme di Nerone, vicino a Piazza Navona. Il terreno era stato acquistato nel Medioevo dai monaci dell’Abbazia di Farfa, che successivamente lo cedettero alla Francia.

Il nuovo edificio fu iniziato alla fine del XV secolo e completato nel 1505, per la famiglia Medici. Ospitò due cardinali e cugini Medici, Giovanni e Giulio, che successivamente divennero papi rispettivamente Leone X e Clemente VII. Anche Caterina de ‘Medici, nipote di Clemente VII, visse qui prima di sposarsi con Enrico, figlio del re Francesco I di Francia nel 1533. Il cardinale Francesco Maria Del Monte, patrono dell’artista Caravaggio, visse lì fino alla sua morte nel 1627.

Il palazzo prende il nome da Madama Margherita d’Austria, figlia illegittima dell’imperatore Carlo V, che sposò un altro figlio illegittimo, Alessandro de ‘Medici e, dopo la sua morte, Ottavio Farnese. Così parte della collezione d’arte della famiglia Medici fiorentina fu ereditata dalla famiglia Farnese.

I primi secoli del Medioevo sono illustrati nella collezione medievale in pietra sul livello del fossato, con le sue sculture, i mosaici e i gioielli che risalgono al periodo successivo dell’antichità al romanico. Le sale del quindicesimo secolo al piano terra contengono dipinti, sculture, miniature e oggetti preziosi dal XIII al XVI secolo, principalmente piemontesi. Nella sala circolare della Torre del tesoro c’è una selezione di capolavori, tra cui il famoso Ritratto di un uomo di Antonello da Messina. Al pianoforte nobile, con la sua splendida serie di stucchi e affreschi barocchi, si trova la moderna pinacoteca con opere delle collezioni sabaude e un’importante selezione di mobili realizzati da maestri ebanisti piemontesi, italiani e francesi. Infine, il piano superiore ospita le collezioni di arti decorative, che sono una parte fondamentale del patrimonio del museo, con maioliche e porcellane, vetri e avori, tessuti e pizzi, gioielli e metalli, nonché la splendida collezione di dorati, dipinti e graffiti. vetro, senza rivali in termini di quantità e qualità.

L’attuale facciata fu costruita a metà degli anni Cinquanta da Cigoli e Paolo Maruccelli. Quest’ultimo ha aggiunto la cornice decorata e le urne decorative stravaganti sul tetto.

Dopo l’estinzione dei Medici nel 1743, il palazzo fu consegnato alla Casa di Lorena e, in seguito, a Papa Benedetto XIV, che ne fece la sede del governo pontificio. Nel 1849, Pio IX trasferì qui i ministeri delle finanze e del debito pubblico, così come gli uffici postali papali. Nel 1871, dopo la conquista di Roma da parte del neo-costituito Regno d’Italia, il palazzo divenne la sede del Senato del Regno.

La visita si estende su quattro piani, dove la storia secolare della sua costruzione interagisce con le collezioni del Museo Civico d’Arte Antica, che sono qui dal 1934.

L’aula è una stanza molto più piccola di quella che appare sulla TV, è coperta in rosso (in precedenza era blu per vari motivi, tutti riapplicati ai colori dello stendardo della Savoia). Dietro la sede del Presidente del Senato ci sono due iscrizioni su due placche rettangolari: una cita la forma di governo attualmente in vigore in Italia, cioè la Repubblica; L’altro è molto più vecchio e dà le parole con cui Vittorio Emanuele II ha commemorato l’unità d’Italia. Il soffitto della cupola è dipinto con un tessuto dipinto, chiamato il Velario, che contiene i medaglioni con le effigi di quattro giurisprudenti, le quattro virtù civiche e le quattro capitali dei pre-regni.

La sala prende il nome da Cesare Maccari, che lo decorò dopo aver vinto un concorso bandito dal Ministero della Pubblica Istruzione nel 1880. Le decorazioni influenzano il soffitto sotto forma di quattro figure allegoriche che circondano il motivo centrale raffigurante una personificazione dell’Italia trionfante. I quattro medaglioni rappresentano specificamente il commercio e l’agricoltura (industria), le armi, le scienze e le arti. Le allegorie sono raffigurate sotto forma di ragazze nude e nude.

È un grande salone utilizzato per funzioni di rappresentanza, creato all’inizio degli anni trenta dalla demolizione di un muro divisorio e dotato di un cassettone in stile moderno.

Nel fregio del Seicento alle Buvette prevalgono figure di putti e leoni, e nell’altra ci sono figure femminili. La stanza è arricchita da sei affreschi storici.

Si differenzia dall’altra per non avere il solito fregio mediceo, sostituito, nel soffitto in legno dorato con cassettone di uno struzzo. Probabilmente fu scelto in onore di Margherita d’Austria, per il gioco di parole in francese “Autriche” (Austria) e “autruche” (struzzo). C’è anche la possibilità che questo animale sia stato scelto come simbolo araldico di velocità e precedenza, cioè di fermezza e forza. È, comunque, certo che lo struzzo è stato scelto da una famiglia de ‘Medici che non ha posizioni religiose in vista della corona che travolge la testa dell’animale.

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