Biblioteca comunale centrale di Milano, Italia

La Biblioteca Pubblica Centrale di Milano (conosciuta come la Biblioteca Sormani) è la sede principale del sistema di biblioteca comunale della capitale milanese, situato in Corso Porta Vittoria.

La biblioteca ha una vasta collezione di volumi, il catalogo ne ha più di 650.000; si occupa di tutti i campi della conoscenza ed è quindi una biblioteca generale, anche se conserva una grande quantità di testi nel campo delle scienze umanistiche, giuridiche e artistiche.

Posizione
Palazzo Sormani, ora sede della Biblioteca Municipale Centrale, risale alla prima metà del XVII secolo. Fu costruito per volontà del cardinale Cesare Monti e con l’intervento di Francesco Maria Richini.

Oggi i “Sormani”; è la biblioteca con la più ampia gamma di libri, periodici e multimediali del Sistema Bibliotecario di Milano e una delle più grandi biblioteche pubbliche della città.

La biblioteca “Sormani” è un luogo di cultura per tutti, che dà accesso a documenti e pubblicazioni fondamentali in tutti i rami della conoscenza, con un patrimonio particolarmente ricco nelle discipline umanistiche, giuridiche e artistiche. Secondo la definizione del suo primo direttore, Giovanni Bellini, è “la casa degli studiosi milanesi”.
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I giornali rilegati catalogati con la firma Q PER e i periodici in carta sono conservati nel magazzino distaccato di via Quaranta 43, un deposito ora accessibile solo su prenotazione.

Stendhal
Lo scrittore francese Stendhal, nato Marie-Henri Beyle (1783 – 1842), fu console a Civitavecchia dal 1831 fino alla sua morte, avvenuta improvvisamente durante un viaggio in Francia nel 1842. La famiglia Bucci, che aveva ospitato Stendhal a Civitavecchia durante il suo anni al Consolato, ha curato i suoi beni nello Stato Pontificio per esattamente un secolo prima di decidere di venderli a Federico Gentile nel 1942. Infine, nel 1969, il presidente della Banca Commerciale Italiana, Raffaele Mattioli (1895 – 1973), negoziava l’acquisto della Collezione Bucci Stendhal per donarla alla Biblioteca Comunale di Milano, dove è stata definitivamente ristampata il 14 aprile 1970.

La collezione Bucci Stendhal
La Collezione Bucci Stendhal comprende 2.793 articoli, tra cui: circa 1.200 volumi, opuscoli e numeri di riviste (di cui quasi mille appartenevano a Stendhal); lettere, documenti e manoscritti; un ritratto a olio dipinto a Roma nel 1835 dall’artista Jean-Louis Ducis; due librerie di legno e alcune reliquie, tra cui un bastone da passeggio e una scatola di legno contenente appunti scritti a mano dallo scrittore francese, una chiara prova dell’irresistibile impulso di Stendhal a scrivere dovunque andasse.

La grafomania di Stendhal
La graphomania di Stendhal è principalmente evidenziata dalle numerose annotazioni, marginalia e glosse che riempiono le copertine, i margini e talvolta intere pagine (o interfogli) di circa la metà dei volumi nella sua biblioteca (458 su un totale di 987). In queste note brevi e talvolta deliberatamente enigmatiche, lo scrittore annota spontaneamente momenti della sua vita quotidiana, privata, sociale e professionale, proprio come in un vero “diario”.

Stendhal a Milano
Tra il 1814 e il 1821, Stendhal trascorse lunghi periodi a Milano, innamorandosi della città per la sua vivace arte e cultura. Nel giugno del 1821, tuttavia, fu costretto a lasciare in fretta la capitale lombarda perché era ricercato dalla polizia austriaca a causa ai suoi legami con i Carbonari. Lo scrittore francese ha affidato i suoi manoscritti e i volumi della sua biblioteca all’amico Luigi Buzzi, nella speranza di poterli recuperare a breve. Riuscì a tornare nella sua amata Milano per un brevissimo periodo nel gennaio 1828, portando con sé alcuni volumi di particolare importanza.

La sala “Grechetto” di Palazzo Sormani
Questi 23 dipinti appartengono a un ciclo pittorico che rappresenta il mito di Orfeo e offrono una visione unica della conoscenza della botanica e della zoologia all’inizio del XVII secolo. Un “gabinetto di curiosità” con oltre 280 esemplari di animali e centinaia di specie botaniche.

Riviste umoristiche e satiriche
Milano e prima e dopo l’unificazione, è stata la patria di molte importanti riviste umoristiche e satiriche, esempi di quella branca della letteratura “più leggera” che mira a rappresentare la disarmonia, i contrasti e la complessità della vita reale seguendo, illustrando e prendendo in giro personaggi e eventi. Dal primo (“L’uomo di pietra”) al più noto (“Il Guerin Meschino”) fino a “Bertoldo”

Il sindaco di Beretta
Uno degli obiettivi principali fu il primo sindaco di Milano, Antonio Beretta, e la sua politica di “Grandi Opere”.

La Divina Commedia illustrata da Amos Nattini
La Biblioteca Comunale Centrale di Milano conserva una delle 1000 copie numerate della Divina Commedia di Dante Alighieri, illustrato da Amos Nattini (1892 – 1985) e pubblicato tra il 1931 e il 1941. L’opera è composta da 3 volumi imponenti (81×65 cm), uno per ciascuno cantica, stampata dalla Casa Editrice Dante (casa editrice Dante) fondata da Nattini e Valdameri. Ogni volume è stato realizzato con estrema cura dei dettagli, utilizzando carta di stracci nel comune di Fabriano; i caratteri di stampa, disegnati dallo stesso Nattini, sono ispirati ai “tipi latini primitivi” e sono incisi su una lastra di rame sotto forma di incisioni; ogni cantica ha una copertina in pelle di vitello stampata a mano. I tre volumi, acquisiti negli anni ’30, sopravvissero ai bombardamenti del 13 agosto 1943 grazie a efficaci misure precauzionali e, conservati nell’apposita “Danteum” esposta in una delle stanze dello stato di Palazzo Sormani, fanno ancora parte della collezione della Biblioteca.

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