Artissima 2016, Torino, Italia

Rinomata per la sua attenzione alla ricerca artistica più innovativa e alle avanguardie ritrovate. Il filo rosso del 2016 è la performance: l’aspetto fisico degli eventi live nel programma delle performance; il confronto tra curatori e collezioni, nelle conversazioni durante la fiera; il tema della grande mostra sul collezionismo; l’aspetto concettuale nella capacità di Artissima di ripensare al ruolo di una fiera d’arte.

Artissima 2016 prevede sette sezioni, una rinnovata sezione performance, sette importanti premi, un allestimento fieristico migliorato, un programma coinvolgente di collezionisti e visite guidate da curatori, una nuova straordinaria mostra con le collezioni pubbliche e private della città e un sorprendente progetto parallelo all’aeroporto di Torino .

L’edizione 2016 consolida l’identità specifica di Artissima incentrata sulla sperimentazione e caratterizzata da una forte impronta curatoriale che continua ad attrarre nuovi collezionisti da tutto il mondo. Capace di suscitare l’interesse sia dei professionisti che del grande pubblico, Artissima ha confermato la sua qualità, la sua grande estensione geografica e, soprattutto, la sua capacità di innovare e introdurre nuovi formati.

Torino ha fatto dell’arte contemporanea la sua principale vocazione, diventando un ineguagliabile gioiello culturale in Italia. Artissima è radicata nel fertile territorio di una città che conta sulla fortunata convergenza di grandi istituzioni, fondazioni e collezioni pubbliche e private. Conta di essere la culla dell’Arte Povera, degli importanti curatori locali attivi a livello internazionale, dei suoi tanti artisti eccezionali, dei galleristi e dei collezionisti visionari che ne costituiscono l’identità unica e misteriosa.

Per il quinto anno consecutivo Artissima è diretta da Sarah Cosulich, che ha lavorato attivamente allo sviluppo e all’innovazione della fiera. Artissima è un appuntamento imperdibile nel calendario artistico internazionale per le sue presentazioni di alta qualità e l’accurata selezione di opere e gallerie, nonché per la sua capacità di presentare nuovi progetti e anticipare le tendenze, e per l’inedita attenzione che riserva al ruolo del curatore e alla sperimentazione.

193 gallerie partecipanti in rappresentanza di 34 paesi (Iran, Sud Africa, Cina, Giappone e Argentina tra gli altri), con una presenza internazionale che ha rappresentato il 65% degli espositori (67 italiani e 126 esteri); sette sezioni della fiera, di cui tre dirette da comitati di curatori internazionali. Come sempre, un’affluenza enorme di curatori e direttori di musei internazionali – più di 250 – di cui 60 attivamente coinvolti nelle diverse iniziative della fiera. Più di 2.500 collezionisti da tutto il mondo (in particolare Europa, Sud America, Medio Oriente e Stati Uniti), oltre ai consigli di amministrazione di cinque musei internazionali.

Artissima 2016 propone ancora una volta ben sette sezioni dedicate agli espositori, affrontando temi di arte moderna e contemporanea attraverso le opere d’arte. Tra le New Entries, abbiamo gallerie di Teheran, Shanghai, Rio de Janeiro, Bogotà e Saint Ouen, tra le altre, mentre come parte di Present Future, le gallerie espongono le opere di 20 giovani artisti. In Ritorno al futuro, una sezione dedicata a periodi specifici della storia dell’arte, questa volta possiamo trovare 19 mostre personali di qualità museale di pezzi degli anni ’70 e ’80, o più precisamente tra gli anni 1970 e 1989.

La mostra
Artissima 2016 ruota attorno all’impegno di promuovere la sperimentazione artistica e curatoriale e l’esplorazione della nozione di performance. Innovativa e sperimentale, Artissima punta su artisti giovani e d’avanguardia, stand curati e progetti speciali. L’alta qualità della fiera, garantita anno dopo anno da un numero crescente di curatori internazionali che contribuiscono alla ricerca e alla selezione degli artisti in mostra, attrae collezionisti sofisticati da tutto il mondo e un pubblico specializzato e attento.

Quest’ultimo ha ispirato il progetto espositivo performativo In Mostra e guida il pubblico attraverso le sezioni della fiera, stimolando un dialogo attivo tra l’occhio e il corpo del visitatore e l’oggetto d’arte.

Sostenute dal successo degli anni precedenti, nel 2016 le sezioni curate Ritorno al futuro, Presente futuro e Per4m si arricchiscono di nuove ispirazioni e visioni. Back to the Future continua a sviluppare la sua ricerca curatoriale sulle figure d’avanguardia più rilevanti ma sottovalutate, e quest’anno si concentra su opere datate tra il 1970 e il 1989. Questa formula collaudata si è trasformata in una delle piattaforme più stimolanti per la riscoperta e successo sul mercato. Allo stesso modo, Present Future ha affermato il suo ruolo di fucina di talenti emergenti, espandendosi geograficamente grazie alla ricerca sul campo condotta da un team di giovani curatori. La visione dei curatori in questa sezione si è sempre dimostrata rivoluzionaria, come dimostrano le future traiettorie di carriera degli artisti presenti.

Per4m, la sezione performance della fiera inaugurata nel 2014, si è evoluta in un progetto inedito curato dal collettivo olandese If I can’t dance, I don’t want to be part of your revolution. Questo nuovo programma, coerente, innovativo, all’avanguardia e creato appositamente per il contesto fieristico, accompagna il pubblico in un viaggio sorprendente attraverso le più recenti forme di sperimentazione nel campo della performance.

Una nuova attenzione inedita va riservata alla sezione New Entries dedicata alle giovani gallerie, che per la prima volta si presentano insieme su un asse principale della fiera, lungo il suo ingresso. Inoltre, unendo la tradizionale sezione principale e le edizioni artistiche, una nuova sezione chiamata Dialogue presenta presentazioni appositamente curate negli stand.

La nozione di performatività emerge nell’approccio curatoriale dell’edizione 2016 del progetto espositivo In Mostra. Questa ambiziosa mostra, curata da Simone Menegoi, ruota intorno al rapporto tra corpo umano, gesto e postura, e comprende eccezionali opere d’arte provenienti dalle maggiori collezioni pubbliche e private del Piemonte.

Sezioni
Artissima, appuntamento atteso da collezionisti sofisticati e impegnati in tutto il mondo, ha ampliato negli ultimi anni la sua area di influenza con una prospettiva geopolitica in continua crescita. La fiera è ormai una piattaforma di scambio globale, grazie alla partecipazione attiva di collezionisti provenienti da Brasile, Perù, Israele, Colombia, Filippine ed Europa dell’Est, oltre alla tradizionale importante presenza di collezionisti americani ed europei. Riconosciuta come la fiera della scoperta e della riscoperta, Artissima stimola lo scambio più vivo e internazionale, mettendo Torino sulla mappa come città di riferimento per il pubblico dell’arte percettiva.

Un’altra novità è il Premio Mutina Questo non è un Premio del valore di 5.000 euro, assegnato a un artista di talento che mostra il lavoro in fiera.

Dialogue è la nuova sezione con stand con un massimo di tre artisti, le cui opere sono strettamente legate tra loro secondo un progetto coerente ideato dalle gallerie. Ancora più attiva, inoltre, la presenza di rinomati curatori internazionali – tra i più importanti protagonisti del mondo dell’arte contemporanea: una grande opportunità che desideriamo offrire alle nostre gallerie.

Artissima prevedeva presentazioni di livello particolarmente alto con stand spesso sviluppati attorno a un progetto curatoriale, come nel Ritorno al futuro, presentazioni monografiche, che quest’anno si sono concentrate sul decennio 1970-89.

Present Future, i progetti personali di 20 giovani artisti prodotti appositamente per l’occasione, hanno dimostrato la portata della sua grande ricerca geografica.

PER4M, creato nel 2014, è stato curato quest’anno dal collettivo olandese If I Can’t Dance, I Don’t Want To Be A Part Of Your Revolution, che ha sviluppato un programma di performance unico che si svolge sia in fiera che in spazi all’aperto in giro per Torino.

Grande successo ha riscosso uno dei progetti speciali di Artissima: i Walkie Talkies, una serie di conversazioni informali che esplorano la fiera attraverso gli occhi di coppie di collezionisti e curatori che dialogano tra gli stand.

In Mostra, a cura di Simone Menegoi, prende il titolo corpo.gesto.postura e presenta opere, per la prima volta nel 2016, in arrivo da importanti musei e fondazioni, insieme a importanti prestiti da collezioni private cittadine.

Progetto speciale
L’edizione 2016 di Artissima ha inoltre inaugurato Flying Home, un sorprendente progetto parallelo fuori sede di Thomas Bayrle, curato da Sarah Cosulich e prodotto in collaborazione con Sagat – Aeroporto di Torino.

Con questo progetto, che Bayrle ha concepito appositamente per l’area ritiro bagagli, Artissima offre alla città e ai suoi visitatori una nuova esperienza: una grande opera d’arte pubblica di un grande artista internazionale in una location inaspettata con l’obiettivo di collegare Torino in un modo senza precedenti.

La Flying Home di Thomas Bayrle, una spettacolare installazione lightbox, rivela i meccanismi di costruzione del suo gigantesco pezzo Flugzeug (Airplane, 1984), una stampa su larga scala di un aereo che è composto da milioni di piccoli aeroplani su un 96 metri quadrati superficie. Evidenziando questa volta il complesso processo manuale della sua pratica, Bayrle accenna al backstage dell’aeroporto: il lato umano nascosto nel suo funzionamento, ma fondamentale per la definizione della composizione totale. L’aeroporto è visto come una macchina il cui perfetto funzionamento dipende da ingranaggi nascosti ed energie umane implicite, diventando così metafora del rapporto tra uomo e società, individuo e tutto, processo e prodotto.

Artissima
Artissima è la più importante fiera d’arte contemporanea italiana. Artissima è la lunga ed emozionante fiera d’arte contemporanea italiana. L’evento si concentra sulla fornitura di una piattaforma per la creatività sperimentale e innovativa. Molte gallerie partecipano ogni anno.

Sono infatti attesi più di 200 espositori per ogni edizione. L’opera d’arte è divisa in diverse parti curate che offrono qualcosa di leggermente diverso. In primo luogo, c’è la sezione principale. In secondo luogo, c’è una parte che introduce nuovi e giovani artisti sotto i 40 anni. In terzo luogo, una sezione presenta mostre personali per il periodo compreso tra il 1960 e il 1990. Infine, un’ultima sezione è interamente dedicata ai disegni. In quanto evento vivace e stimolante, Artissima attira numerosi appassionati e professionisti dell’arte. Si svolge in autunno di ogni anno a Torino che tiene pure.

Present Future è la sezione che Artissima ha dedicato ai talenti emergenti, con meno di 40 anni, selezionati da un board di giovani curatori di tutto il mondo. Gli artisti sono presentati dalle loro gallerie di rappresentanza e le opere includono nuove produzioni e progetti che vengono esposti per la prima volta in Italia e in Europa.

Ritorno al futuro è la sezione che Artissima ha dedicato ai grandi pionieri dell’arte contemporanea. La sezione – aperta anche alle Tenute degli Artisti – espone opere realizzate tra il 1960 e il 1999. La sezione si propone di riportare alla ribalta artisti internazionali che hanno avuto un ruolo fondamentale nell’arte contemporanea. Per il grande pubblico, Ritorno al futuro è un’occasione unica per conoscere importanti opere di quegli anni in dialogo con la sperimentazione odierna.

Disegni è la sezione di Artissima dedicata al mezzo espressivo del disegno. La sezione vuole celebrare una disciplina artistica capace di esprimere l’immediatezza e il pensiero dietro il gesto creativo, esistente in uno spazio sospeso tra idea e opera finita.

Dalla sua fondazione nel 1994 ha coniugato la presenza di un mercato internazionale con un focus sulla sperimentazione e la ricerca. Artissima presenta tre progetti espositivi nei musei della Fondazione Torino Musei (Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica e Museo d’Arte Orientale). 2020, un nuovo format, esteso a tutta la città e online che riunisce mostre fisiche e progetti digitali.

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